lunedì 21 maggio 2018

complivita

Qualche giorno e aggiungo un altro anno. E' solo un calendario che segna il tempo? Non lo so, so solo che non è facile, che se ne dica, affrontare nuove rughe, vedere il corpo che cambia, accettare di dimenticare parole e impararne di nuove, come menopausa, osteoporosi, tinta etc.
Non è facile vedersi cambiare, accettarsi cambiare, inoltre, guardare avanti è improvvisamente diverso, è più pesante, necessita di valutazioni attente e ponderate.
Sì mi pesa, mi pesa aggiungere un altro anno, e non è solo una faccenda anagrafica. Mi pesa rendermi conto che le cose sarebbero potute andare diversamente, di aver sbagliato qualche conto, di essermi pensata quasi eterna. E come non bastasse, odio andare in palestra!
Tutte le belle frasi sulla magia dell'invecchiare mi infastidiscono particolarmente.
Certo avere vent'anni non mi salverebbe, prima o poi sarei di nuovo qui e l'eternità oltre a una prospettiva di noia im-mortale, non è comunque prevista.
Quindi? nessuna alternativa?
Mentre faccio questi pensieri arrivo al  risultato di sempre, che si concretizza in una frase di Daniel Pennac: invecchiare è l'unico modo conosciuto per non morire giovani!
E in queste parole trovo il senso di tutto e ho voglia di festeggiare, anche in anticipo.  Dimentico le rughe, la palestra e tutte queste inutili vanità e festeggio la vita con tutto quello che mi ha portato e che ancora mi porterà. 
Compio nuovamente la vita e con grande onore la vivo!!! 



lunedì 18 settembre 2017

Imparo

Oggi imparo, 
imparo che a volte bisogna lasciare andare, 
imparo che lottare a volte non serve a nulla,
imparo che quanto può essere stato utile e un punto di forza in alcune situazioni  può diventare dannoso e controproducente in altre,

oggi imparo,
imparo a riconoscere dove battermi con le unghie e i denti e dove abbandonare,
imparo che per alcune cose più combatti  meno ottieni,
imparo che alcune cose non cambiano perchè non sono battaglie mie,

oggi imparo,
che a volte non perseverare non è arrendersi ma crescere,
oggi imparo e cresco,
cresco e guardo avanti più forte, pronta per quando varrà la pena, per quando ci sarà bisogno di lottare.

Oggi imparo e cresco e, come per magia, più imparo e più cresco meno ho bisogno di lottare.


domenica 18 giugno 2017

hi daddy


hey daddy, è tanto tempo che non parliamo, da quel giorno prima dell'estate, sette anni fa.
non so se ti sei accorto che te ne sei andato, non lo so, sai le mie idee in materia sono molto confuse e, purtroppo, non ho fede che supporti qualsivoglia teoria.
del resto anche sulla vita non ho ancora capito niente (cazzo sarebbe sicuramente più appropriato, ma so che non ti piacerebbe), quindi figuriamoci sulla morte.
io comunque me ne sono accorta che te ne sei andato e certi giorni manchi proprio.
chissà cosa mi diresti ora, sai non ho ancora smesso di fumare e il cuore è sempre indomito, l'anima poi...mai quieta, lavorare continua a non piacermi, sono sempre un po' asociale e la mia casa è piena di animali.
praticamente non è cambiato nulla.
allora mi dicevi sempre: "un giorno alla volta bambina mia, va tutto bene"
subito dopo aggiungevi cambiando decisamente tono: "e smettila di fumare!!".
boh forse lo farò

sabato 21 gennaio 2017

Mommy



Sono rannicchiata, cerco di sentirla intorno a me, cerco di sentirla da dentro, cerco il suo amore, che mi avvolga, voglio sentire il legame,  il cordone, voglio scambiare l'ossigeno, voglio proteggerla.
Abbiamo paura, sento il suo cuore battere, non posso nulla.
Mi rannicchio ancora di più, immobile, la carne, la vita, il respiro rassicurante.
Sei me e io sono te mamma.

mercoledì 9 novembre 2016

albero


piedi nella terra, mani nel cielo, 
albero sono e di vita mi nutro, amo ogni mio ramo, ogni mia foglia, le mie radici, la mia corteccia dura, il mio cuore tenero
albero sono e appartengo agli animali, al sole, alla pioggia, al vento di cui mi nutro e che nutro, respiro con loro
albero sono e insieme agli altri alberi cresco

giovedì 4 agosto 2016

Vestito


Un giorno, così per caso, lo ritrovo, il mio vestito rosso quello che avevo confezionato tra le medie e le superiori. Il vestito delle occasioni, quello che avrei messo quando sarei stata pronta, nel momento e nel posto giusto, per gli amici che sarebbero arrivati, per l'amore che mi aspettava, per il  lavoro che avrei scelto, per la sera di capodanno in cui avrei festeggiato l'inizio di tutto. Il mio bellissimo vestito rosso, confezionato con i fili delle infinite possibilità, completamente dimenticato. E ora, dopo tutti questi anni in cui niente è andato come doveva andare, in una fase della vita dove aspettative e sogni hanno forme completamente diverse e contenute, dove le prospettive si sono capovolte, me lo ritrovo così, tra le mani. Guardarlo mi da la sensazione che il tempo si sia preso gioco di noi e noi di lui. Alzo le spalle e lo infilo. Indosso il mio vestito rosso e mi accorgo che la taglia è sbagliata, lo è sempre stata, rido e esco lo stesso, come se niente fosse...stato.

martedì 3 maggio 2016

mi svesto


torno a casa, qualcosa  non gira più da troppo tempo,

mi svesto e con i vestiti questa sera sfilo via la mamma, tolgo l'amica, spoglio l'amante, mi levo la figlia, mi disfo della sorella, butto sulla sedia tutto, la vicina, la collega, la cittadina, la ballerina, tutto, 
e nuda fino alle ossa mi accorgo di avere quattordici,  
quei vestiti non mi appartengono e non dovrei indossarli, 

ho solo quattordici anni e questo mondo non mi piace.