mercoledì 5 gennaio 2011

tutto l'anno

Manco mal, come dicono a Venezia, che non credo al detto "quello che fai il primo dell'anno lo fai tutto l'anno", altrimenti la prospettiva per il 2011 sarebbe stata pessima visto che, cominciando dalla sera del 31 fino alla Befana, mi ha accompagnato una temperatura corporea altalenante tra i 38 e i 39 gradi. Il tutto contornato da tosse, raffreddore, dolori vari. Tra i deliri della febbre, però, ho riflettuto su come programmare il mio primo giorno dell'anno nell'eventualità che il detto popolare fosse vero. I primi pensieri sono stati quelli che si fanno quando fantastichi di vincere al Superenalotto, del tipo nuotare con i delfini, mangiare frutta sulla spiaggia e così via, ma poi tra i fumi del paracetamolo e dell'ipertermia mi ritrovo, nonostante la mia spiccata concretezza e conosciuta durezza di vecchio lupo di mare, conquistate in anni di navigazione per mari di ricercata solitudine, a disegnare nella mia mente una giornata di primavera, la stanza è luminosa. È domenica mattina. Respirando aria pulita due corpi si abbracciano nel letto, sono io e il mio compagno, abbiamo qualcosa di magico, riesco a sentire l'odore forte del nostro amore, dell'unione di corpo e anima, l'odore potente della nostra perfezione. Mi scuoto un attimo per distogliermi da pensieri che non mi appartengono. Incolpo la debolezza, cerco di ripristinare l'ordine delle cose, ma poi mi accorgo, ed è così evidente, che tutto: febbre, filastrocche popolari, medicinali, sudori e vapori è lì per appoggiare il mio corpo che, dopo anni di soprusi, sta reclamando il suo diritto ad amare e ad essere amato. Con un leggero senso di colpa per il passato ma con una nuova naturalezza per il futuro sento che sarà un anno molto diverso.
Manco mal, ciò!

martedì 14 dicembre 2010

Gluehwein


E' un po' di anni che ci ritroviamo a Campofranco, sfidando la ressa del trito e ritrito mercatino di Natale per scambiarci gli auguri prima delle feste. Sotto enormi palle rosse appese ad abeti quasi vivi, l'atmosfera risulta piacevolmente fiabesca, soprattutto dopo la seconda tazza di vin brulè. Ci scaldiamo di risate e di chiacchere. Siamo colleghe, o meglio ex- colleghe ma anche amiche. Quest'anno, causa la vita che procede, tra viaggi esotici ed esserini nuovi appena sfornati, ci troviamo solo in due. Tutto bene comunque, anzi, l'intimità concede confidenze nuove. Poi arriva lui. Stanno proprio bene insieme, vogliono un figlio, parlano della casa da comprare, si baciano, si guardano ma il vin brulè si raffredda. E' ora di tornare a casa. Non possono darmi un passaggio perchè devono andare a scegliere un anello, regalo di lui per lei ed i suoi occhi brillano. L'affetto che mi lega a loro mi impedisce di vomitare, ma mentre aspetto l'autobus mi sorprendo ad invidiarli un po'. Con un leggero senso di inadeguatezza misto malinconia arrivo a casa. Il tempo di sdraiarmi sul divano e mi arrivano tre sms:
"causa maltempo volo rinviato, si torna a casa"
"ha pianto tutta la notte e tutto il giorno e suo papà non mi aiuta"
"per me doveva essere un anello importante, conto così poco per lui"

Mi guardo intorno, mi guardo dentro e penso alle enormi palle rosse, agli abeti quasi vivi, all'atmosfera da fiaba e sento la realtà sorridere.

martedì 30 novembre 2010

amante

Questo dolore al petto è forte, non l'ho mai provato così ma non è questo a farmi più male ma la fatica a respirare, mio dio potrei anche morire. Oh no! Ti prego no, non ora e penso a te, amante trascurato e maltrattato, a cui chiedere perdono per i tradimenti, le bestemmie e le botte. Penso a te, amante premuroso e paziente, per le volte che mi hai compreso, viziato e coccolato.
Penso a te, amante rinnegato e ferito, a cui imploro nuove carezze, caldi baci ed eterni amplessi.
E mentre il dolore si fa insostenibile, tra le lacrime che velocemente evaporano dalla pelle come fuoco ti faccio le solite promesse come al più amato dei miei amanti affinchè tu mi possa riprendere, ancora una volta vita mia, abbracciarmi ancora, ancora una volta vita mia.

venerdì 29 ottobre 2010

Dis-perdersi

La libertà, quella vera, è uno spazio talmente aperto dove a volte, se non stai accorto, la tua anima si disperde.

giovedì 26 agosto 2010

hard discount

Nella testa come sugli scaffali impolverati di improbabili supermercati, discount estremi di periferia, stipati confusamente, qua e là, su e giù pensieri-merce di dubbia provenienza, pensieri-merce in offerta, pensieri-merce troppo scontati.
Voglia di piccole botteghe di spezie dove trovare, su ripiani ordinati, pensieri-zenzero di paesi esotici, pensieri-cardamomo acquistabili in piccole dosi, pensieri-cannella venduti come gioielli.
Nella testa voglia di pensieri fragranti con cui esaltare la mente profumando l'anima.
Voglia di allegri mercati rionali dove trovare, su bancarelle appiccicate, pensieri-frutta di piccole coltivazioni, pensieri-verdura dalle forme più strane, pensieri-fiori raccolti come capolavori.
Nella testa voglia di pensieri nutrienti con cui colorare la mente saziando l'anima.

domenica 15 agosto 2010

quotidianità

Speriamo che si trovi bene a questo centro estivo, almeno imparerà a nuotare una volta per tutte. Per riuscire a prenderlo alle cinque dovrò chiedere per tutto agosto un permesso, ma sì tanto ferie anche quest'anno non ne farò. Che ore sono? Cavolo già le 8.05, menomale che è venerdì, che è agosto e che a Milano c'è molto meno traffico del solito. Ma cosa vuole questo, no la borsa no, è già la terza volta quest'anno. Mio dio che dolore, non vedo più nulla cosa è stato un pugno, te la lascio la borsa, ma chi sei, no un altro pugno no, sento il sapore del sangue e la testa pulsare ma non riesco a muovermi, aiuto qualcuno mi aiuti, perchè nessuno mi aiuta, mi si sta annebbiando la vista, ma no contro il muro no, che strano calore cos'è, ma è il marciapiede quello che mi sembra di vedere così vicino, certo ho la faccia per terra, strano, perchè non riesco a rialzarmi, è sangue questo, ma non il mio, io non sento nulla, una scarpa, sono calci ma perchè non sento nulla, sta diventando buio, quanta polizia ma dove mi stanno portando, dove sto andando, non capisco, vabbè qualsiasi cosa sia l'importante è che per le cinque io possa esser in piscina a prendere il mio bambino.

venerdì 13 agosto 2010

piove

Piove e mi vengono in mente canzoni con la parola pioggia:

rain come down forgive this dirty town (Dire Straits) e penso a questa città che proprio sporca non è, che noia allora perdona me che proprio pulita non sono

on and on the rain will say how fragile we are (Sting) e penso fragili siamo fragili ma infondo siamo ancora qui

I only wanted to see you underneath the purple rain (Prince) e penso a cose proibite, fantastico intrecci viola

I've been waiting for her for so long (Cult) e penso al deserto al bisogno vitale di acqua, al bisogno vitale di qualcosa

tu che dicevi che non pioveva più, che ormai non ti saresti mai più innamorata, e adesso guardati sei tutta bagnata (Jovanotti) e penso chissà, forse, magari ma va'

It's raining men Hallejula (Geri Halliwell) e penso ma che razza di testo è questo per non parlare della canzone

piove il silenzio tra noi vorrei parlarti ma te ne vai e penso ma di chi cazzo è questa canzone.

E' sera, le previsioni danno pioggia anche domani e penso che io domani vorrei sentire you are my sunshine my only sunshine you make me happy when skies are grey e anche nella versione più allegra.