lunedì 19 luglio 2010

rock'n'roll band

Non c'è nulla al mondo che mi deprima più del passare l'aspirapolvere oserei dire che siamo a livello dello stirare. Il meccanismo strano che scatta nell'aspirapolverare ancora mi sfugge, ma il rumore assordante ed il toccare angoli nascosti suscita in me strane sensazioni e pessimi pensieri. Scattano come un disco frasi del tipo: ecco una già fa un lavoro di merda e poi torna a casa e le tocca pure questo, vorrei vincere il superenalotto ed adottare una domestica con tutta la famiglia, vorrei avere vent'anni e scappare con il cantante di una rock'n'roll band, oh cavolo uno di questi giorni devo pulire bene là sotto. E via così a scendere fino a constatazioni sull'inutilità della vita ed a paragoni improbabili con la sterilità dei lavori domestici. Immagino di non essere la sola ad affrontare in questo modo i doveri di casalinga ma oggi a me è successo qualcosa di diverso e curioso. Oggi mentre spostavo tavoli e divani pensavo a scrivere questo post ed ho trovato finalmente un senso divertente alle pulizie di casa ma soprattutto ho risolto il mio dubbio sull'esistenza o meno di questo blog.

martedì 13 luglio 2010

daddy's girl

Si smette mai di essere figli? E quando? Cosa si diventa dopo essere stati figli? Si diventa orfani, si diventa adulti o si diventa vecchi? Forse si diventa solo un po' più soli e la consapevolezza di questa nuova solitudine così diversa, così pesante ed irreversibile confonde il presente ed il passato, accorciando improvvisamente ed inaspettatamente l' idea di futuro.
Quante domande per un luogo di internauti dove le non risposte riecheggiando amplificano il vuoto, tecnicamente impossibile, certo nella vita reale, ma non qui. Qui ci si diletta, ci si sfoga, si smaltisce e si ricicla, qui si crea, si improvvisa, si dice e si racconta confidando in un eco di ritorno che mascheri il nulla, almeno per questa notte.

domenica 27 giugno 2010

dalla terra alla luna (e ritorno)

Questa è una piacevole sfida, e gli input sono molti ma non sufficienti, forse perchè in fondo tu luna non mi hai mai convinto. Così snob e dall'aria annoiata sembri sempre un po' invidiosa. A te preferisco le sfumature giallo/arancione di un lampione, le insegne colorate di un locale. Nemmeno il tuo lato scuro riesce ad affascinarmi, sei un po' scontata e sicuramente abusata io quindi prediligo le notti buie illuminate da schermi di pc e da luci di taxi. Amo la terra che non cresce e non cala, ma che, incasinata e pasticciona, pulsa sregolata. Mentre ci guardiamo un po' perplesse ricordo una canzone, non parto e non ritorno più, ma canticchiando accendo il mio abat-jour.

mercoledì 23 giugno 2010

odore

Ho cercato di riempire i polmoni del suo odore per imprimerlo nella mente,
ho inspirato il suo respiro fino all'ultimo per poterlo annusare nei giorni che verranno,
ma ora, con dolore, mi accorgo che un odore non si può ricordare, un odore lo devi prima risentire e poi lo puoi ricordare.
Odore di lettone la domenica mattina, odore di stanchezza la sera davanti alla tv, odore di montagna nelle scampagnate di famiglia, odore di onde nel mare in tempesta, odore di litigate e di perdono, odore di tenerezza, odore di ospedale.
Odore di te che non sentirò più.

lunedì 7 giugno 2010

un'altra storia

Negli uomini e nelle donne che oltrepassavano il confine, camminando a sud verso le terre proibite, cominciò a manifestarsi una strana malattia, difficile da definire, dai sintomi assai confusi. Probabilmente a causarla furono i batteri ed i virus, annidati, forse non spontaneamente, nei fanghi blu petrolio che delimitavano l'area off-limits. Ben presto alle forze militari che si occupavano dell'ordine e della sicurezza nelle contee la malattia facilitò il compito di identificazione dei trasgressori che con l'andare del tempo non ci fu nemmeno più bisogno di arrestare in quanto, piano, piano, morivano. Il governo oligarchico che dominava indisturbato ormai da decenni le terre decise di non curare gli sconfinanti fiducioso nel fatto che la malattia avrebbe ripulito il paese. Ma l'inaspettato moltiplicarsi dei casi anche tra i cittadini modello obbligò pubblicamente le istituzioni a bloccare l'epidemia. Moralmente i malati, tutti, andavano comunque puniti per cui non sì investì nel trovare un rimedio efficace ma si riutilizzarono vaccini e farmaci scartati dalle grosse case farmaceutiche perchè falliti nel loro scopo principale di guarire le altre malattie, quelle civilmente riconosciute, e abbandonati nelle vecchie fabbriche situate al limite dei fanghi blu petrolio. I reietti e non, a dispetto di ogni previsione, cominciarono a non morire più mischiandosi tra gli abitanti delle città, confondendo i confini del buono e del cattivo e sopravvivendo ai terribili effetti collaterali delle "cure". Con il passare del tempo si scoprì che le donne trattate, quelle a cui i farmaci non avevano bruciato le ovaie, cominciarono a partorire figli sanissimi ma con una particolare caratteristica: la loro pelle tendeva leggermente al blu. Fu così che i figli sfumati di blu crescendo si accoppiarono con altri figli sfumati di blu e da loro nacque l'imprevisto: una generazione forte, sana, resistente a qualsiasi malattia, che piano piano conquistò la contea, popolando tutte le terre, proibite e non. I figli dei figli sfumati di blu, una razza di gran lunga superiore a quelle fino ad ora conosciute, il nuovo passo dell'evoluzione umana, avevano una curiosa peculiarità fisica quella cioè di essere completamente blu, un blu intenso. La nuova specie si chiamò con lo strano nome "puffi" ma qui, amici miei, comincia tutta un'altra storia.

sabato 29 maggio 2010

home

La casa si trova nella zona rossa, l'unico modo per arrivarci senza farsi arrestare è scortati dai vigili del fuoco. Avvicinandoci al centro storico le sensazioni sono già forti, i palazzoni abbandonati, come spettri sventolano lenzuoli stesi. Sono richieste di pace inascoltate. Il confine tra l'ancora possibile e il non è un posto di blocco. Passiamo oltre e lo scenario è quello di un coprifuoco durante la guerra. In mezzo alle macerie le case ancora in piedi sono ferite profondamente nell'anima, anima che vaga e si rifugia negli occhi di chi arriva. Ora le sensazioni diventano odori, odore di stantio, di muffa e polvere, odore di pianto. I vigili del fuoco sono gentili, percepiscono il dolore e cercano di assecondare la confusione, sì perchè è principalmente confusione che si prova entrando nella casa, nella tua casa e vedere che la sicurezza, il calore ed il riparo si sono trasformati in pochi secondi in distruzione e paura. L'inagibilità non riguarda solo le mura, sono inagibili gli angoli delle piccole abitudini dove ritrovarsi quando ci si perde, sono inagibili gli armadi nei quali cercare i propri ricordi quando si ha nostalgia, sono inagibili gli specchi nei quali vedersi quando non ci si riconosce più. Una casa inabitabile è molto, molto di più di quello che si può percepire da un telegiornale e lo vediamo nei suoi occhi che vorrebbero restare soli per poter riordinare i pensieri e le poche cose rimaste. Ma non si può, dobbiamo andare.
Mamma non piangere, vedrai le tue rose soppravviveranno.

giovedì 20 maggio 2010

la mancanza



All' inizio c' erano la musica e il fascino della ribellione,
c' erano gli amici ed i colori della notte, i primi odori della vita
poi c' era il nulla
non so esattamente in quale momento, in quale punto
...
mi sono perduta
piano piano
mi sono ritrovata
...
ora ci sono io
ed ora che mi ritrovo mi manco
mi manco a sedici anni
mi manca il mio diciottesimo compleanno
mi mancano i miei vent' anni
e così ora che ci sono mi manco
mi manco da vivere!